Descrizione
L’Appennino bolognese torna al centro della narrazione televisiva con “Uno sbirro in Appennino”, disponibile su RaiPlay e in onda su Rai 1, un’importante occasione di valorizzazione del territorio attraverso il linguaggio audiovisivo.
La serie è girata tra Bologna e diverse località dell’Appennino, costruendo un immaginario che nasce da luoghi reali e riconoscibili, poi trasformati in un unico paesaggio narrativo. Il borgo immaginario di Muntagò è infatti il risultato della fusione di più scenari autentici, che diventano parte integrante del racconto visivo.
Tra le location principali emergono Castiglione dei Pepoli e Castel di Casio, che restituiscono l’immagine di un Appennino abitato e stratificato, dove comunità, architetture e paesaggio convivono in equilibrio. I centri storici, le frazioni e i contesti rurali contribuiscono a delineare un’identità territoriale forte e riconoscibile.
Di grande rilievo anche il borgo di La Scola di Grizzana Morandi, uno dei luoghi più rappresentativi dell’Appennino storico. Le sue architetture in pietra e l’impianto medievale contribuiscono a rafforzare l’identità visiva della serie, creando un dialogo tra memoria e contemporaneità.
Nel complesso, le location scelte restituiscono un Appennino bolognese che non è semplice sfondo, ma vero protagonista. Il territorio emerge come spazio vivo, fatto di relazioni tra natura e insediamenti umani, tra storia e trasformazione.
“Uno sbirro in Appennino” diventa anche un’occasione di riscoperta: ogni luogo mostrato sullo schermo rimanda a un patrimonio reale, fatto di comunità, natura e identità condivisa.
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